venerdì 22 giugno 2012

Olivetti e la produzione italiana - 2di5

Adriano Olivetti
L’ascesa di Adriano inizia nel momento in cui egli consolida la propria figura di leader all’interno dell’azienda, assistita da un’équipe intelligente di professionisti. Compaiono infatti negli anni 30’ le prime inserzioni sui giornali dove l’Olivetti pretende figure professionali specializzate. La piccola industria semiartigianale e centralizzata fondata da Camillo viene superata e sostituita dalla nuova politica del figlio Adriano dove egli stesso è il regista, il coordinatore che sceglie le linee strategiche nuove, moderne, ispirate dalle esperienze accumulate dagli studi dei testi economici e dai numerosi viaggi oltreoceano.Il regime fascista a sua volta favorisce l’espansione attraverso la politica di difesa del prodotto nazionale con delle leggi specifiche già  in vigore dal 1926.  La crisi del 29’ viene  affrontata attraverso una razionale riorganizzazione che porta allo sviluppo di nuovi studi di prodotto (come gli schedari meccanici e Olivetti Synthesis, uno stabilimento per la produzione di mobili per uffici situato a Massa Carrara), servizi di pubblicità, ufficio progetti e studi (un luogo di comune scambio e condivisione del lavoro operato da tutti coloro che occupano una posizione di responsabilità), rafforzamento della struttura commerciale .

Queste operazioni facilitano un dialogo serrato fra due interlocutori appartenenti a due ambienti spesso distanti fra loro, la fabbrica e le arti, il design e l’industria. Nel 1930 esce una nuova macchina per scrivere, la M40, e nel 1932 la prima portatile, la MP1.
Gli anni della ripresa economica, che inizia intorno al 1933, sono dunque i primi di grande espansione, resa possibile non solo dalla riorganizzazione aziendale della Olivetti, ma anche dalla crisi della concorrenza estera (le industrie americane e tedesche sono state molto colpite). Il mercato viene così conquistato: l’Olivetti ha una produzione annua di 15 mila macchine per ufficio e di 9.000 portatili, i dipendenti sono 870, in Italia l’organizzazione commerciale è costituita da 13 filiali e 79 concessionari, all’estero il marchio è presente in 22 paesi.

Nel 1934 la posizione di Adriano in azienda viene ulteriormente rafforzata da un “atto di sindacato azionario e patto di famiglia”, decisivo se si considera che da questo momento in poi tale nuova posizione può consentirgli di realizzare a pieno il proprio programma d’impresa.

Nel 1935 esce la Olivetti Studio 42, macchina semi-standard per ufficio che completa assieme alla più classica per ufficio M40 e la portatile MP1 la prima serie di macchine da scrivere. In parallelo viene prodotta la prima telescrivente italiana, la T1, operazione in cui Olivetti tenta di aprire una linea di calcolatrici e addizionatrici. Nel 1936 si registrano notevoli esportazioni in tutta Europa (nel 1938 raggiungono un terzo del
fatturato), mentre in Italia il monopolio è più che dichiarato con un numero di 30.00 macchine registrate nel 1939.
Posta un commento