venerdì 22 giugno 2012

Olivetti e la produzione italiana - 1di5

Parallelamente alle produzioni americane, in Europa si sviluppò una fiorente produzione, legata in particolare alla Germania, con i marchi Adler, Continental, Erika, Ideal, Titanic e Triumph.

In Italia nel 1908 Camillo Olivetti fonda la Ing C. Olivetti & C., la prima fabbrica italiana di macchine da scrivere. Il primo nucleo industriale è composto da venti operai e l’industria colloca la sua prima sede in via Jervis ad Ivrea.
Nel 1911 viene presentata all’Esposizione Universale di Torino la prima macchina da scrivere progettata dall’azienda, la M1 che è anche il primo oggetto industriale italiano del genere. L’anno successivo vengono aperte anche le prime filiali in Italia e la produzione di macchine da scrivere aumenta il suo numero di esemplari fino a produrne ben 23 la settimana.  

La diffusione delle macchine Olivetti viene anche supportata da una studiata pubblicità che compare sulle riviste e sui posters: dedicheremo successivamente un paragrafo all’immagine aziendale. 

Il 1920 è l’anno in cui viene presentato un secondo modello, la M20, che troverà sbocchi in nuovi mercati internazionali, europei e sudamericani soprattutto.
Gli anni successivi sono i più importanti dal momento che fa il suo esordio in azienda il primogenito di Camillo, Adriano. Egli lavora come operaio tra il 1924 ed il 1925 e viaggia più volte negli Stati Uniti visitando aziende come la Remington di Illion, la Corona di Groton ma soprattutto la Ford e la Lincoln di Detroit. Adriano rimane entusiasta soprattutto della visita della Ford, definita un «miracolo di organizzazione, perché tutto marcia senza burocrazia... tutto corre ed opera continuamente...tutto è raggiunto con la enorme specializzazione operativa... tutto ordinato, pulito, chiaro».
Queste esperienze americane segnano la vita del giovane Adriano che, nel decennio successivo, avvia una radicale riorganizzazione aziendale.
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