venerdì 23 dicembre 2011

L'invenzione della Carta Carbone

Come al solito l'attribuzione di questa invenzione è contesa tra l'italiano Pellegrino Turri e un britannico, Ralph Wedgwood, membro della famosa famiglia di imprenditori della Royal Society. Secondo diverse fonti, Turri avrebbe battuto sul tempo l’inglese, inventando la carta carbone tra il 1801 e il 1802 , ma il brevetto ha in calce la firma di Wedgwood e la data del 7 ottobre 1806.
L’italiano Turri ha inventato la “ carta nera” per l’amata contessa Carolina Fantoni da Fivizzano.

Turri, che era un grande amico del cugino della contessa, Agostino Fantoni, regalò alla donna la possibilità di scrivere le lettere in riservatezza, comprese quelle destinate a lui. Della macchina non si è salvato neanche un disegno, ma le missive scritte da Carolina ne testimoniano l’esistenza.

Mr. Wedgwood era un inventore brillante, ma se oggi si parla di lui è soprattutto grazie ai successi della nota industria di porcellana in quanto registrò la propria invenzione della carta carbone con 200 sterline.

Per realizzare quello che brevettò come Stylographic manifold writer, Ralph imbevette d’inchiostro un sottile foglio di carta e poi lo fece asciugare. A quel punto non restava che porre il nero strato tra un foglio di carta velina (sopra) e uno di carta normale (sotto), per scrivere una lettera e ottenerne due copie simultaneamente. Per fare pressione usava uno stilo di avorio, o di agata o di metallo, in modo che l’inchiostro restasse impresso sia sulla carta velina sia sul foglio bianco sottostante. Un sistema semplice e rivoluzionario in quanto fino ad allora le copie dei documenti venivano fatte con il pantografo.

L’intento di Ralph non era quello di far risparmiare tempo e fatica agli amanuensi dell’800, ma quello di consentire la scrittura anche alle persone che, negli anni, perdevano la vista e quindi fare a meno del calamaio.

Tanto Turri quanto Wedgwood non fecero grandi affari con la loro invenzione. La storia prosegue nel 1823 con l’entrata in scena dell’americano Cyrus P. Dakin (di Concord, Massachusetts), che fece la sua carta carbone con fuliggine e olio. Intorno al 1860, l’inventore Lebbeus H. Rogers di New York (vedi post sul nastro delle macchine per scrivere) cercò di fare affari con la carta di Dakin.
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