sabato 19 novembre 2011

Vari modi di battitura

Adler 7
a battitura radiale
La Adler N. 7 fu la prima macchina da scrivere prodotta dalla tedesca Adlerwerke, già produttrice di automobili e biciclette. Il sistema di funzionamento di questa macchina fu ideato da Wellington P. Kidder nel 1892 per la canadese Empire, ma nel 1896 la società tedesca acquistò la licenza per la produzione, avviata tra il 1898 e il 1900. Le macchine per scrivere con barre radiali sono sprovviste di martelletti portacaratteri e la stampa dei segni avviene mediante impressione e non mediante battitura; evitando il violento impatto dei martelletti sul rullo, si tentava in questo modo di realizzare macchine per scrivere più silenziose.

a elementi intercambiabili

Hammond 2
Le Hammond furono le terze macchine per scrivere ad essere messe in commercio dopo le Remington e le Caligraph. Ideate da James B. Hammond nel 1880 per risolvere i problemi di allineamento delle prime macchine, le Hammond montavano i caratteri su navette rotanti, imponendosi come prima valida alternativa alle macchine a martelletti portacaratteri, grazie al minor costo e alla scrittura semivisibile. Entrate in produzione nel 1884, le Hammond hanno tracciato una seconda strada nella progettazione della macchina per scrivere, proponendo soluzioni di notevole longevità: passando attraverso il cambio di nome in Varytiper negli anni'20 e l'elettrificazione negli anni '30, il sistema progettato da Hammond, infatti, giunse pressochè invariato fino agli anni '70 del 1900. Il modello N.2, introdotto tra il 1893 e il 1895 e sostituito dal modello N.12 nel 1905, venne prodotto sia con la tastiera universale diritta, sia con la tastiera semicircolare. Rispetto al modello precedente, la Hammond N.2 montava una singola navetta portacaratteri e presentava l'inserimento dell'aletta per l'abbassamento del nastro inchiostrato per il controllo di quanto scritto. Attraverso la sostituzione della navetta era possibile cambiare font di carattere o alfabeto.
Mignon mod 2

a indice
Le macchine per scrivere Mignon della A.E.G. furono le più diffuse tra le macchine a tasto unico, rimanendo molto popolari fino all'ultimo anno di produzione nel 1934, grazie alla semplicità del funzionamento, all'economicità e alla velocità di utilizzo; un operatore esperto poteva raggiungere infatti la velocità di 250-300 caratteri al minuto. Il quadrante e il cilindro portacaratteri erano sostituibili per l'adattamento ai diversi alfabeti.

a martelletti portacaratteri
Underwod 5
L'apparizione delle macchine Underwood nel 1895 segnò una svolta decisiva nella storia delle macchine per scrivere; grazie al cinematico ideato da Franz X. Wagner, le Underwood furono infatti le prime macchine a garantire una scrittura pienamente visibile. Grazie a questo vantaggio riuscirono a mettere nell'ombra non solo le macchine a scrittura invisibile, ma anche tutti i precedenti tentativi di scrittura visibile. In questo modo, le macchine Underwood raggiunsero un'enorme diffusione, dominando il mercato per tutti i primi decenni del 1900 e imponendo elementi come la tastiera su quattro file e la battuta frontale, poi ripresi dalle successive macchine.

Blickensderfer electric
elettromeccanica
Procedendo nel perfezionamento, le macchine a martelletti portacaratteri garantivano una maggiore velocità di utilizzo, imponendosi come l'unica soluzione tecnica in grado di affrontare il mercato. George Blickensderfer, nel tentativo di migliorare il rendimento della propria macchina a cilindro portacaratteri, costruì un modello nel quale un motorino elettrico azionava la rotazione del cilindro, le spaziature e i marginatori. In questo modo, nel 1902, vide la luce la prima macchina per scrivere elettrica prodotta industrialmente, in anticipo di circa 30 anni sulle successive macchine elettriche. La Blickensderfer elettrica tuttavia fu un grande fallimento commerciale, dovuto probabilmente all'impreparazione del pubblico, sia in termini di equipaggiamento tecnico, sia di abitudine dei consumi.
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