mercoledì 19 ottobre 2011

Macchine da Scrivere: Chi è l'inventore?

Ravizza:”Chiamare la meccanica in aiuto all’estesa e importante operazione dello scrivere, sostituire nell’uso generale della mano che traccia le lettere, l’azione d’un meccanismo, in cui le lettere sono già formate perfette e uniformi, invece che operare con una sola mano, operare con ciascuna delle dieci dita, ecco il problema che io mi sono proposto e alla cui soluzione attendo da 19 anni

1454
Il tedesco Johannes Gutenberg inventa la stampa a caratteri.

1575
Il tipografo italiano Francesco Rampazzetto esegue una serie di esperimenti per ottenere una forma di scrittura simile alla stampa e inventa un sistema di “scrittura tattile”, basato su dadi montati su aste che portano dei caratteri in rilievo.

1714
L’ingegnere inglese Henry Mill inventa una macchina con i tasti in rilievo che permette l’impressione dei caratteri disposti in ordine alfabetico.

1802
Agostino Fantoni
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1808
Pellegrino Turri
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1814
Henry Moll ottene un brevetto dalla regina Giovanna della Lituania per una macchina che sembra una macchina per scrivere.

1823
L’italiano Pietro Conti di Cilavegna costruisce la prima macchina capace di scrivere manovrata da una tastiera, a cui dà il nome di tachigrafo o tachitipo.

1829
Lo statunitense Austin Burth costruisce una macchina a tasto unico, la Tipograph.

1833
Il francese Xavier Progin realizza una macchina a tastiera completa senza carrello, la Plume ktypographique, formata da 66 leve articolate, disposte in circolo, che fungono da tasti con i corrispondenti segni alfabetici.

1843
Lo statunitense Charles Thumber realizza il Chirographer.

1855
L’italiano Giuseppe Ravizza brevetta una macchina a “scrittura invisibile”, che battezza Cembalo Scrivano per la sua somiglianza con la tastiera di pianoforte.
Nel 1837 iniziò a costruire il primo prototipo del cembalo scrivano, così chiamato per via della forma dei tasti, simili a quelli dello strumento musicale. Utilizzò infatti i tasti di un pianoforte. Il 14 settembre 1855 ottenne il brevetto per la sua macchina a “scrittura invisibile” dall’Ufficio Centrale di Torino (Attestato di privativa industriale- Volume n. 103).
Ravizza cominciò a pensare alla sua macchina nel 1837, e la costruì nel 1846. La brevettò nel 1855, come "cembalo scrivano, ossia macchina da scrivere a tasti"; il brevetto passa poi a descrivere una "tastiera a 32 tasti quadrati, in due linee sovrapposte, lettere in mezzo e interpunzioni ai lati". I tasti comandavano ciascuno un martelletto: i 32 martelletti erano disposti in cerchio. Vi era anche un campanello avvisatore di fine riga, e contemporaneamente si apriva una finestrella che lasciava scorgere la dicitura: "la linea e' finita".
All'Esposizione Industriale di Torino del 1857 i visitatori potevano ammirare tre diversi esemplari del cembalo scrivano. O meglio "avrebbero potuto" ammirarla se ad essa avessero dedicato un po' d'attenzione; ma ben pochi persero tempo ad osservare quello strano aggeggio, e la stessa giuria, che distribuiva con generosità medaglie d'oro e d'argento, al Ravizza concesse soltanto una medaglia di bronzo.
Prima del Ravizza c'erano state macchine scriventi, inventate per l'uso da parte dei ciechi; si ricordano la macchina del romano Rampazzetto nel 1575, di G.B. Marchesi nel 1851 e quella del genovese Cereseto.
L'unico inconveniente era legato all'invisibilita' della scrittura: il foglio rimaneva coperto e sfuggiva al controllo immediato del dattilografo. A questo difetto pose rimedio il Ravizza stesso con un nuovo modello costruito nel 1868, che gli valse una menzione onorevole all'Esposizione di Milano del 1881.

1864
Peter Mitterhofer visse dal 1822-1893 nel villaggio tirolese Parcines dove nel 1864 inventò la macchina da scrivere. Costruì 5 modelli di macchine da scrivere, di cui due prevalentemente in legno con caratteri a punte di aghi e tre con caratteri in metallo.
Si recò due volte a Vienna per chiedere sostegno all'imperatore Francesco Giuseppe I. Fu tragico per Mitterhofer che i consulenti dell'imperatore non riuscissero a riconoscere il vero valore dell'invenzione, per cui di questa non se ne approfittò. Nella sua autobiografia redatta in forma poetica, egli definì questa macchina da scrivere con battuta inferiore "un fallimento". Rassegnato, Mitterhofer si ritirò nel suo paese d'origine dove morì solitario.

Pterotype
1865
John Pratt inventò una macchina che chiamò Literary Piano o Pterotype, un nome che ricorda da vicino quello del cembalo scrivano di Ravizza. Lo Scientific American ne pubblicò una descrizione, aggiungendo che quella macchina avrebbe rivoluzionato il lavoro in tutti gli uffici. Pratt ricevette il brevetto inglese patent no.3163 il Dec 1 Dicembre 1866 e il brevetto americano Patent No. 81000 l'11 Agosto 1868.  Non riusci a metterla in commercio e vendette tutti i diritti a James Bartlett Hammond, e quindi molte caratteristiche furono incorporate nelle macchine da scrivere Hammond




1867
Il più famoso dei reverendi danesi: Rasmus Malling-Hansen, inventore della "writing ball". Entrò in produzione nel 1870 e fu la prima macchina ad essere commercializzata come macchina da scrivere e per la prima volta scrivere a macchina fù più veloce che scrivere a mano. Una Hansen è stata venduta a circa 130.000 euro. Si pensa che oggi ce ne siano in circolazione, o meglio a casa dei fortunati collezionisti, non più di trenta.

1868
Lo statunitense Christopher Latham Sholes, coadiuvato dai tipografi Samuel Soulè e Carlos Glidden, brevetta un modello di macchina per scrivere che ricorda per molti aspetti il Cembalo scrivano. Ci vollero vari mesi ancora per perfezionarla, e il nuovo modello servì per scrivere lettere ad amici e conoscenti, invitandoli ad investire denaro nella nuova invenzione. I più scossero la testa e non risposero, ma un ricco uomo d'affari della Pennsylvania, Mr. James Densmore, si offrì di acquistare un quarto degli interessi dell'invenzione per 600 dollari. Sholes accettò, e Densmore venne a trovarlo e a vedere la macchina; si rese subito conto che era un aggeggio poco pratico: "Vi ci vorrà ancora una dozzina di modelli, prima che arriviate ad una macchina capace di rivoluzionare la scrittura" disse a Sholes. In realtà i modelli furono più di cinquanta, e Densmore sostenne tutte le spese. Il principale difetto era la tendenza dei tasti a scontrarsi, al di sopra di una certa velocità di battitura: Sholes vi pose rimedio distanziando fra loro le leve dei caratteri che ricorrevano più frequentemente.

1873
La prima macchina viene chiamata The type writer:
tastiera composta da 45 tasti disposti su quattro file,
leve portacaratteri disposte in cerchio sotto al rullo,
carrello ribaltabile a cerniera
per poter leggere il foglio scritto.
E da li' venne la tastiera ancora in uso. Sholes inventò pure il carrello, con il cilindro porta carta. Era il momento di sfruttare la lunga attesa e il molto lavoro; nel 1871 Densmore espose la macchina a New York, senza successo. Nel 1873 scrisse ai direttori della fabbrica d'armi Ilion, che erano i signori H. H. Benedict e Philo Remington. I due vollero vedere la macchina e fecero gesti di disapprovazione. "Pero' faremo un'offerta" disse Remington; e stipulò un contratto d'acquisto per un migliaio di macchine, col patto che la macchina si sarebbe chiamata Remington. Sholes ebbe 12.000 dollari, e per questa somma cedette tutti i suoi diritti; Densmore ricavò un milione e mezzo di dollari nell'intero arco della sua vita, Remington fece un'immensa fortuna.
La REMINGTON n.1, presentata all’Esposizione Internazionale di Filadelphia nel 1876, segna l’inizio dell’era della macchina per scrivere.

1880
George Washington Newton Yost, fu una figura molto importante nei primi giorni dell'industria delle macchine per scrivere. Da buon venditore convinse la  Remington Arms Co. di produrre la Sholes & Glidden. Fondò l'American Writing Machine Company,  che produsse una delle maggiori avversarie della Remington: la Caligraph. La prima macchina da scrivere con il nime Yost fu prodotta nel 1877.
 La Caligraph, la prima macchina per scrivere con la possibilità di scrittura in minuscolo oltre che in maiuscolo e con la barra spaziatrice.Da questo momento i brevetti si susseguono e le macchine vengono perfezionate.

1898
La società Underwood introduce una macchina per scrivere alla quale viene applicato il “cinematico”, realizzato dallo statunitense di origine tedesca Franz Xavier Wagner; è la prima macchina a scrittura visibile con battuta frontale, con le leve disposte a semicerchio.
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